Il sito per uno studio professionale: cosa deve avere (avvocati, commercialisti, studi medici)
Cosa cercano i clienti di uno studio, quali pagine servono e quali regole deontologiche seguire: la guida per avvocati, commercialisti e studi medici.
Redazione OVERS MEDIA4 min di lettura
In breve
- Chi cerca un professionista vuole capire in pochi secondi se sei la persona giusta per il suo problema: aree di competenza chiare, chi sei, come si lavora con te, come contattarti.
- La fiducia si costruisce con informazioni vere e verificabili, non con slogan: titoli, percorso, metodo, risposte alle domande frequenti.
- Avvocati e professioni sanitarie hanno regole precise su cosa si può comunicare: il sito deve essere informativo, mai suggestivo o comparativo.
In questo articolo
Per uno studio professionale il sito è spesso il primo colloquio. Chi ha un problema legale, fiscale o di salute non cerca un sito bello: cerca qualcuno di cui fidarsi. In questa guida vediamo cosa deve avere il sito di uno studio, come si costruisce la fiducia e quali regole tenere presenti.
Cosa cerca il cliente di uno studio professionale?
Chi arriva sul sito di uno studio ha di solito una domanda precisa: "Si occupano del mio caso?", "Quanto ci vuole?", "Come funziona il primo incontro?". Il sito deve rispondere a queste domande prima ancora che vengano fatte.
In concreto, deve rendere evidente:
- di cosa ti occupi, con aree di competenza specifiche e non elenchi generici;
- per chi lavori: privati, imprese, partite IVA, famiglie;
- chi sei: professionisti dello studio, percorso, titoli;
- come si lavora con te: primo contatto, colloquio, tempi tipici;
- dove sei e come contattarti, con più di un canale.
Quali pagine servono?
Una struttura essenziale che funziona per la maggior parte degli studi:
- Home: chi siete, per chi, cosa fate, in una frase chiara; poi le aree principali e un invito al contatto.
- Una pagina per ogni area di competenza. È la scelta più importante anche per Google: chi cerca "avvocato separazione Bologna" deve trovare una pagina che parla di quello.
- Lo studio e le persone: foto vere, percorso, iscrizioni.
- Metodo: come si svolge un incarico, dal primo contatto alla conclusione.
- Domande frequenti: le stesse che senti al telefono ogni settimana.
- Contatti: modulo breve, telefono, indirizzo, mappa, orari.
Quali regole deontologiche bisogna rispettare?
Qui il sito di uno studio è diverso da quello di un'azienda.
Avvocati. L'articolo 35 del Codice deontologico forense chiede che le informazioni sull'attività rispettino i doveri di verità, correttezza, trasparenza, segretezza e riservatezza. Non sono ammesse informazioni comparative con altri professionisti, equivoche, ingannevoli, denigratorie o suggestive. Vanno indicati titolo professionale, denominazione dello studio e Ordine di appartenenza, e non si possono pubblicare i nomi dei clienti, nemmeno con il loro consenso.
Medici, odontoiatri e professioni sanitarie. La legge 145/2018 (art. 1, comma 525) stabilisce che le comunicazioni informative possono contenere solo le informazioni utili a garantire la sicurezza dei trattamenti, escludendo ogni elemento promozionale o suggestivo. Sulle violazioni vigilano gli Ordini.
Commercialisti e altre professioni ordinistiche. Anche qui esistono norme deontologiche sull'informazione al pubblico: la regola pratica è la stessa, informare e non promettere.
Questa guida non sostituisce un parere: prima di pubblicare, verifica il testo vigente e le indicazioni del tuo Ordine.
Come si trasmette fiducia senza fare "pubblicità"?
Le regole non sono un limite al buon sito: lo rendono più serio. La fiducia nasce da:
- chiarezza: frasi semplici, niente gergo, risposte concrete;
- persone vere: volti, nomi, percorsi;
- metodo: spiegare come lavori riduce l'ansia di chi ti scrive;
- contenuti utili: guide e risposte alle domande frequenti dimostrano competenza meglio di qualsiasi slogan, e sono ciò che Google e i motori AI riprendono più volentieri;
- cura del dettaglio: un sito lento, disordinato o non aggiornato comunica trascuratezza.
Il sito di uno studio deve essere su misura?
Non è obbligatorio, ma conviene quando la concorrenza in zona è alta e i siti si assomigliano tutti. Un sito progettato per il tuo studio parte dalle domande dei tuoi clienti e dalle tue aree di competenza, non da un modello pensato per chiunque. Ne parliamo in sito su misura o template. Per farti trovare in zona, leggi anche SEO locale.
In OVERS MEDIA progettiamo siti per professionisti e studi partendo da chi ti cerca. Ogni progetto include SEO per Google e per i motori AI, privacy e cookie, e FRAME per gestire contenuti e richieste. Raccontaci il tuo studio.
Domande frequenti
Un avvocato può pubblicare recensioni o casi vinti sul sito?
Con molta cautela: l'art. 35 del Codice deontologico forense vieta informazioni suggestive o comparative e la pubblicazione dei nomi dei clienti, anche se consenzienti. Prima di pubblicare contenuti di questo tipo è bene confrontarsi con il proprio Ordine.
Un medico può indicare i prezzi delle prestazioni sul sito?
Le comunicazioni sanitarie devono essere informative e funzionali alla sicurezza delle cure, senza elementi promozionali (L. 145/2018, art. 1 c. 525). Per i dettagli, come l'indicazione dei prezzi, fai riferimento alle linee guida del tuo Ordine provinciale.
Meglio un blog o pagine dedicate ai servizi?
Prima le pagine dedicate alle aree di competenza: sono quelle che intercettano chi ha già un problema preciso. Il blog è utile dopo, per rispondere alle domande frequenti e dimostrare competenza.
Fonti
- LeggiOggi — Il testo del Codice deontologico forense
- Studio Cataldi — Le modifiche al Codice deontologico forense
- FNOMCeO — Lettera sulla pubblicità sanitaria (L. 145/2018, c. 525)
Fonti consultate l’8 ottobre 2026. Le regole e i prezzi cambiano: per decisioni fiscali e legali confrontati con il tuo consulente.
